domenica, novembre 05, 2006

Condannato a morte per impiccagione


Avrà anke ucciso 148 shiiti,sotto il suo ordine,nel massacro di Dujail nel 1982, merita certamente l'ergastolo,una punizione più ke giusta per pensare e marcire fine alla fine dei suoi giorni,dove forse un giorno capirà x il suo gesto sbagliato.
Ma che senso ha troncare così una vita?chi siamo noi, giustizieri o killer?toglierli la vita non gli dara modo di pentirsi del suo gesto,perchè io penso ke con la sofferenza e la solitudine si apprezzano davvero le cose e ti danno modo di fare un viaggio di ciò ke è stata la propria vita,se non si da questa possibilità come si può pretendere ke un uomo si penta?

1 commento:

Anonimo ha detto...

Guarda Ciop..io seguendo la mia linea etica sono completamente d'accordo con te.Nessuno ha il diritto di togliere la vita ad un'altra persona,nessun giudice,nessun avvocato,NESSUNO!Esistono pene come l'ergastolo che sn sufficienti!E poi la giustizia deve aiutare a rieducare e "purificare" il sogg,anke uno cm Saddam!Ma è facile e bello dire qst in un Paese ke nn adotta tale pena,lì è seguito semplicemente un iter giuridico all'interno del quale è prevista la pena di morte.Purtroppo dove non c'è una forte alfabetizzazione è così,io modificherei il loro codice penale partendo dal caso specifico di Saddam(presuntosa?).Perchè nessuno sia giudice mortale dell'altro!